mercoledì 18 aprile 2007

il Maestro Kanryo Higaonna



Nel 1868 ebbe luogo in Giappone la restaurazione Meiji e il governo giapponese incorporò Okinawa come una regione del Giappone: In questo periodo travagliato molti abitanti dell'isola si trasferirono clandestinamente in Cina. Uno di essi era Kanryo Higaonna. Egli rimase in Cina, nella regione del Fukien, per 13 anni e ivi studiò l'Arte marziale del Maestro Ryu Ryu Ko che a sua volta era stato allievo di un Maestro che aveva studiato nel Tempio di Shaolin. Proprio l'origine dal tempio di Shaolin ha determinato i nomi di molti Kata Goju-ryu che rappresentano un numero sacro Buddista. Studiò il Liu qia quan che è una delle cinque grandi Scuole dello Shaolin quan. Le conoscenze apprese in Cina vennero combinate con le tecniche dell' Okinawa-Te che Higaonna imparò sin da ragazzo e dall'età di vent'anni alla Scuola del M° Arakaki del villaggio di Kume, a Naha. In Cina Higaonna si allenò nelle tecniche di base e nei metodi di respirazione dello stile per cinque o sei ore al giorno, all'inizio l''allenamento consisteva soltanto in spostamenti dei piedi e esercizi di respirazione. Spesso doveva tagliare l'erba, mettere a posto il giardino e pulire il Dojo. Secondo Nagamine, Higaonna fu colto spesso da momenti di sconforto per la vita che conduceva e pensò di andar via,ma una poesia donatagli da uno dei suoi amici di okinawa gli rese coraggio:

" Una pazienza ordinaria è alla portata di tutti.
La vera pazienza è sopportare l'insopportabile."

Dopo qualche tempo Egli comincia a studiare diversi kata: Sanchin, Seyunchin,Shisochin. Gli capitava spesso di non potersi rialzare dopo l'allenamento. Talvolta la sposstaezza era tale che urinava sangue. Nel giro di una decina d'anni ricevette la qualifica di Maestro di questa Scuola. Rientra ad Okinawa nel 1887 e trova che la situazione socio-politica del suo Paese è completamente trasformata. Un' ironica poesia di quest'epoca descrive bene la situazione:

" I tempi sono cambiati, nè la situazione, nè la gerarchia, nè la proprietà importano, ciò che fa girare il mondo è il denaro, non è vero ? "

Dinanzi ai cambiamenti che sconvolgono Okinawa Egli rinuncia a qualsiasi ambizione sociale e passa giorni di cupo pessimismo. Non ha la minima voglia di insegnare la propria arte. Tuttavia la voce che sia un autentico adepto di To de si è diffusa e nel 1889 apre un Dojo a Naha. Continuando la sua attività di negoziante insegna nel suo Dojo e all'inizio i suoi allievi sono poco numerosi. La sua Scuola è frequentata da giovani di buona famiglia. I suoi allievi più brillanti sono Shigehatsu Kyoda, Tsunetaka Gusukuma e Chojun Miyagi. Quando quest' ultimo entra nel suo Dojo, ha 14 anni. Kanryo Higaonna intravede molto velocemente le sue qualità e decide, in capo a tre anni, di farne il proprio successore. Nel 1907, C. Miyagi porta nel Dojo il suo amico Kenwa Mabuni. Kanryo Higaonna muore nel 1915, C. Miyagi gli succede e K.Mabuni fonderà lo Shito-ryu. S. Nagamine riporta un aneddoto:

" Questo succedeva nel 1897, il Maestro Kanryo aveva 45 anni. Una sera, rientrando a casa scortato da un giovane che gli illumuna la strada con una lanterna improvvisamente gli viene sbarrata la strada da tre uomini. Uno di loro esclama: "Eccolo, il vecchio adepto, Higaonna", spegne la lanterna con un calcio e lancia un attacco di pugno al ventre del Maestro Kanryo. Costui, indietreggiando di mezzo passo, para l'attacco con il proprio braccio destro. L'uomo lancia un grido di dolore e fugge. Anche gli altri due fanno dietro front. L'uomo che aveva attaccato era Sakuma Kanta, combattente celebre in Okinawa. Sakuma disse in seguito che, quando il Maestro kanryo aveva parato il suo pugno, aveva sentito tanto dolore che aveva pensato che il suo braccio fosse rotto ed era fuggito spaventato."

Nagamine continua:

" Ho sempre tenuto a mente questo precetto del Maestro Kanryo: "Anche se conosci cento tecniche, una sola determinerà la tua sorte: Un solo colpo, è al tempo stesso la prima e l'ultima tecnica. L'adepto dell'arte deve saper confidare la propria vita a una tecnica unica."

Kanryo Higaonna ha dunque assicurato il perpetuarsi dell'arte cinese del combattimento ad Okinawa. Per questo la sua arte ha conservato il nome tradizionale di Naha-te. Con C.Miyagi prenderà il nome di Goju-Ryu e diventerà una delle quattro Scuole più conosciute del Karate moderno.

LA STORIA DEL GOJU-RYU KARATE-DO


Il Karate nacque nella piccola isola di Okinawa che si trova circa a metà strade tra le coste meridionali del Giappone e quelle orientali della Cina. Ricordo come grandissimo sia stato l'influsso della cultura cinese sulla popolazione di Okinawa, ben più radicato che non quello derivante dalla cultura giapponese, tanto che l'abitante di Okinawa stenta ancor oggi a definirsi e sentirsi giapponese. All'inizio il metodo veniva semplicemente chiamato Te (mano), in seguito sviluppatosi subendo forti influenze dalle forme di combattimento cinesi fu anche denominato To de (mano di Cina). I Kanji (ideogrammi) della parola Tode letti col metodo Kun, il metodo giapponese, si pronunciano Karate e i giapponesi, più abituati al metodo Kun, iniziarono ad usare questa pronuncia. Il fatto che un'Arte marziale giapponese avesse come primo carattere del proprio nome il Kanji To (Cina) non piaceva proprio ai giapponesi. Si trovò allora un Kanji adatto, Kara, il cui significato è : vuoto. Con questo cambiamento il nome Karate rimase uguale, ma il significato cambiò radicalmente, diventando "mano vuota", con tutte le implicazioni filosofiche che via via si sono venute affermando. Inizialmente il Te era praticato prevalentemente dai nobili nel castello di Shuri. All'inizio del XIX secolo un nuovo stile di Te emerse nel centro commerciale di Naha.Dal momento che questo nuovo stile era notevolmente differente da quello praticato a Shuri vennero dati ai due metodi i nomi di Shuri-Te (mano di Shuri) e Naha-Te (mano di Naha). Tutti gli stili di Karate esistenti oggi derivano da questi due metodi originari. Sensei Miyagi Chojun scrive nel suo "Karate-Do Gairaku":

" Nell'undicesimo anno di Bunsei (1828) un metodo di Boxe cinese praticato nel Fukien fu introdotto ad Okinawa. Dopo continui miglioramenti questo stile è diventato il Karate Goju-Ryu ".

Quindi il Karate Goju-Ryu è l'evoluzione di uno degli stili dello Shaolin del Sud e della gru bianca originario del Fukien (Fuchao).

Il Maestro Funakoshi



A partire dall'età di 12 anni, G. Funakoshi studia il karate sotto la direzione di A. Asato.
L'allenamento in quel periodo si svolgeva di notte, all'aperto, spesso in un giardino.
G. Funakoshi scrive: "In quell'epoca mi sono allenato a un solo kata per molti mesi, e perfino per molti anni. Dovevo continuare, senza sapere per quanto tempo, fino a che il mio maestro dicesse "si". E il maestro non diceva mai "si". Per questo la durezza dell'allenamento è difficile da descrivere. Il Maestro Asato non mi toglieva mai gli occhi di dosso per tutto il tempo degli allenamenti nel suo giardino. Egli rimaneva nella veranda, seduto ben diritto sui talloni, senza cuscino. Era tuttavia già molto anziano... Quando terminavo un kata, mi diceva solo "bene", "si", o "ancora", senza mai un complimento. Dovevo solo continuare a ripetere senza fine la stessa cosa, inzuppato di sudore. A fianco del maestro seduto era sempre appoggiata una lampada a petrolio il cui chiarore pareva affievolirsi, e talvolta mi accadeva di non percepirla più a causa della fatica. L'allenamento proseguiva fino all'alba".
Asato ha una grande reputazione come maestro dell'arte del te o to de. G. Funakoshi è tuttavia il solo suo discepolo che si conosca. Questo è nella logica dell'esoterismo della trasmissione del karate prima del secolo XX.
E' all'inizio della sua carriera nell'insegnamento scolastico che G. Funakoshi fa la conoscenza di Anko Itosu, amico intimo di A. Asato e come lui discepolo di S. Matsumura. A. Itosu è anch'egli conosciuto come un grande maestro, ma a differenza di Asato, si interessa ai problemi dell'educazione nel sistema scolastico allora in via d'elaborazione.
Seguendo il consiglio di A. Asato, G. Funakoshi sarà d'ora in avanti il discepolo di questi due maestri.
Hanno entrambi lo stesso nome, all'incirca la stessa età, sono stati formati dallo stesso maestro, ma ciascuno ha la propria concezione del karate.
Le loro idee differiscono tanto quanto le loro morfologie.
A. Asato era di grande taglia, largo di spalle, con occhi penetranti. "Era come un antico guerriero", scrive G. Funakoshi.
A. Itosu non era alto, e il suo corpo era "come una botte".
Secondo l'insegnamento di Asato: "Bisogna considerare le mani e i piedi dell'avversario come una spada", non bisogna dunque lasciarsi mai toccare.
Secondo Itosu: "Se l'attacco dell'avversario non è efficace, si può ignorarne volontariamente l'effetto lasciandosi toccare", quindi "anche rafforzare il corpo contro i colpi è importante".
Occorre sottolineare che, nell'antico stile di insegnamento del karate, non soltanto le tecniche, ma la concezione del combattimento potevano variare seguendo la morfologia e la personalità, e la trasmissione era estremamente personale e limitata.
L'antico stile di trasmissione era esoterico, ma aveva al tempo stesso una grande flessibilità, che corrispondeva alla personalizzazione dell'arte. G. Funakoshi continua a proseguire la pratica del karate sotto la direzione di questi due maestri, parallelamente al proprio lavoro a scuola.
Scorgendolo talvolta rincasare all'alba, i vicini credono che rientri dopo aver passato tutta la notte in un quartiere di piacere, ed egli non li disillude; anche questo mostra 1'aspetto di segretezza della pratica del karate.

Il Maestro Konishi Sensei


Abbiamo appurato, nonostante circolino convinzioni diverse e citazioni inopportune ed errate, che il Karate non ha, nelle sue origini, niente in comune con il Bushido dei samurai e che le sue origini Okinawensi non lo accomunano naturalmente al Budo giapponese, ma sono state delle azioni che hanno trovato ragione in un periodo storico particolare e nell’intrecciarsi dei destini di persone quali Kano per il Judo, Funakoshi per il karate e Ueshiba per l’Aikido.
Ma andiamo per ordine.
Abbiamo visto come Sensei Funakoshi arrivò in Giappone per effettuare alcune dimostrazioni di karate, nel 1917 e nel 1922, e fu in contatto con Jogoro Kano, che anzi lo invitò proprio a realizzare una dimostrazione al Kodokan di Tokyo, cui seguì un grosso successo dal punto di vista della comunicazione e del seguito.
Nel 1924 Funakoshi contattò Yashuhiro Konishi, Maestro di Kendo e di JuJutsu, e gli chiese di poter usare il suo Dojo nelle ore libere per praticare il karate. Konishi non solo accordò il permesso, ma chiese a Funakoshi di insegnargli il karate.
Konishi ebbe poi come istruttori di karate anche Choki Motobu e Kenwa Mabuni, fondatore dello Shito-Ryu. Anzi, si narra che - essendo Konishi in buone condizioni economiche – abbia anche aiutato finanziariamente questi Maestri Okinawensi di Karate.
Ho citato in altra parte di questo libro dell’introduzione, da parte degli allievi di Funakoshi dell’Università di Keio, del significato di ‘vuoto’ nel termine kara di karate, con un significato di ispirazione Zen.
Konishi, uno dei primi allievi di Funkoshi a ricevere i Dan, ritenne che se il karate avesse voluto essere accettato dalla comunità del Budo avrebbe dovuto essere parte del Dai Nippon Butoku-kai, l’organizzazione che unificava le arti marziali del Giappone.
Konishi usò la propria influenza politica e l’importanza che aveva assunto nella comunità del kendo, per fare accettare dal Butoku-kai il karate come parte del Budo giapponese e per fargli rilasciare certificati ufficiali attestanti i gradi ottenuti.
Così per la prima volta nel 1935 il Butoku-kai insignì Konishi del titolo di Karate-do Kyoshi e nel 1941 conferì lo stesso titolo a Chojun Miyagi a Sannosuke Uejima e il titolo di Renshi a Funakoshi, Mabuni, Otsuka, Shimoda, e altri 19 Maestri.
Nei preparativi della guerra contro gli Stati Uniti, Funakoshi, Motobu, Mabuni, Otsuka e Konishi allenarono nelle scuole militari, e il Budo assunse principalmente la funzione di dare ai soldati la forza di affrontare la paura della morte, riprendendo quello che lo Zen era stato per i Samurai.
Nel 1926, l’Imperatore Showa (Hirohito) era salito al trono all’età di 25 anni. Ma il movimento di destra e l’influenza dei militari nella politica avevano spinto il Giappone sempre più al di fuori delle regole democratiche e il sistema parlamentare virò verso il militarismo, il totalitarismo e l’espansionismo, fino al controllo militare sul Parlamento.
Nel 1942 il regime militare s’impadronì del Dai Nippon Butoku-kai e lo trasformò in una organizzazione del Budo di carattere militare. Ma questa nuova veste dell’organizzazione fallì l’obiettivo perché le singole federazioni del Budo non la supportarono. La Guerra, poi, rese impossibile tenere seminari e competizioni.
Nel secondo dopoguerra le forze di occupazione americane in Giappone, guidate dal Generale MacArthur, fecero introdurre una serie di riforme tra le quali il disarmo dell’esercito, una nuova Costituzione, riforme terriere, cambiamenti nel codice legale e altre. Venne sciolto anche il Dai Nippon Butoku-kai e tutte le arti marziali vennero messe al bando, ad eccezione del Sumo.
Intanto, il Maetro Konishi e il suo Ryobu-kan , sopravvissuti a una Guerra che aveva distrutto gran parte del Giappone, si attivò per far riprendere le attività di kendo e di karate-do. Kyoshi Yamazaki, trasferitosi nel 1969 negli USA, racconta che quando entrò al Ryobu-kan nel 1956, a sedici anni, c’erano circa 50 adulti che vi praticavano il kendo e il karate-do.
La concezione del Budo di Konishi fu certamente influenzata dalla sua esperienza nel Kendo.
I documenti ufficiali dello Zen Nippon Kendo Renmei/All Japan Kendo Federation[1] spiegano che “Lo scopo della pratica del Kendo è formare la mente ed il corpo, coltivare uno spirito forte ed attraverso un addestramento corretto e severo sforzarsi di progredire nell’arte del Kendo, tenere in considerazione la cortesia e l’onore, associarsi agli altri con sincerità e ricercare per sempre il perfezionamento di se stessi. In questo modo si sarà capaci di amare il proprio Paese e la società, di contribuire allo sviluppo della cultura e di promuovere la pace e la prosperità tra i popoli.”
E’ evidente in queste parole il diverso livello tra i contenuto “esistenziale” della cultura Zen che ho trattato nella prima parte di questo libro e il livello “educativo”, tra lo “strumentale” per la pratica del kendo e il “comportamentale”, di questa definizione.
Dovremmo tenerne conto, specie noi occidentali che ci prestiamo così spesso a facili confusioni, quando richiamiamo con un po’ troppa leggerezza la parole Budo.
Teniamo quindi a mente la nostra pratica del Karate-do, sostituendola alla parola Kendo, e vediamo quali sono gli elementi del concetto di Kendo

sabato 14 aprile 2007

CLASSIFICA CAMPIONATI REGIONALI 2007

Specialità Kata categoria Juniores Femminile cintura Marrone-Nera

1 ROSSI MARTINA SHIRO
2 ESPOSITO GIORDANA NEW CAST
3 DIAMANTINI VALERIA GKG - GRUPPO KARATE GILARDI
3 BILLI MARTA NEW FUTURE CLUB 2000 WADOKAN AS
5 SALAMONE FEDERICA AS. MEIJI KAN SHITO RYU

Specialità Kata categoria Senior Maschile cintura Marrone-Nera
1 LOMBARDI LANFRANCO NEW FUTURE CLUB 2000 WADOKAN AS
2 CAVALIERI MAURO OKINAWA SPORTING CLUB
3 CONTI ALESSANDRO TEAM KARATE KAMIKAZE
3 SIMONETTI CLAUDIO ATHLON
5 ESPOSTI STEFANO NEW FUTURE CLUB 2000 WADOKAN AS
5 MOZZETTA ANGELO A.S. KENYU-KAI ITALIA
7 PULICATI LORENZO TOUKON KARATE-DO
7 BOTTONE MARCO NEW CAST
9 PETECCHIA VALERIO SPORTING PLANET - MU SHIN
9 MINNITI PIETRO SPORTING PLANET - MU SHIN
9 CANTO FLAVIEN A. S. KOBUDO KARATE FRASCATI
9 REGINI DANILO CSK YOSHOKAN
9 VICOMANDI DAVID CSK YOSHOKAN
9 COLASANTI SIMONE CSK YOSHOKAN
9 CATUCCI DARIO NEW CAST

Specialità Kumite categoria Esordienti Maschile cintura Marrone-Nera Kg.- 55
1 CAREDDA FEDERICO TEAM KARATE KAMIKAZE
2 SANGIORGIO ANDREA A. S. ESSEGI
3 ARATA SIMONE SHIRO


Specialità Kumite categoria Cadetti Maschile cintura Marrone-Nera Kg.- 55
1 IMPIGLIA MATTEO A. S. KOBUDO KARATE FRASCATI
2 PAVONI GABRIELE NEW FUTURE CLUB 2000 WADOKAN AS
3 RUGGIERO MANUEL CONSORZIO LE CUPOLE (MU SHIN)
3 RAMELLA MATTEO ATHLON
5 BARONCI DANIELE NEW FUTURE CLUB 2000 WADOKAN AS


Specialità Kumite categoria Cadetti Maschile cintura Marrone-Nera Kg.- 60
1 SORTINO RICCARDO SHIRO
2 SPETTICH FEDERICO OKINAWA SPORTING CLUB
3 BIANCHETTI ANDREA SPORTING PLANET - MU SHIN
3 GOIO CASTRO FRANCISCO TEAM KARATE KAMIKAZE


Specialità Kumite categoria Cadetti Maschile cintura Marrone-Nera Kg.- 65
1 GAUDENZI SIMONE SHIRO
2 DI BELLO ROBERTO SHIR
3 PAGLIARICCI GIANLUCA MATRIX
3 CAPORASO PIETRO TEAM KARATE KAMIKAZE
5 MARCHETTI MARK TOUKON KARATE-DO



Specialità Kumite categoria Cadetti Maschile cintura Marrone-Nera Kg.- 70
1 CURATOLO DANILO SHIR
2 DE ANGELIS VALERIO TEAM KARATE KAMIKAZE
3 COLLORIDI GIULIANO SPORTING PLANET - MU SHIN
3 NATALI ALESSANDRO ATHLON
5 MARCHI ALESSANDRO PUSH - UP


Specialità Kumite categoria Cadetti Femminile cintura Marrone-Nera Kg.- 50
1 PETRONE CECILIA ATHLON
2 SPAGNOLO SARA TOUKON KARATE-DO
3 CATALDO FEDERICA NEW CAST


Specialità Kumite categoria Cadetti Femminile cintura Marrone-Nera Kg.- 55
1 NARDELLA LORENZA A. S. KOBUDO KARATE FRASCATI
2 MARINI ESTER AS. MEIJI KAN SHITO RYU
3 MIDI EMANUELA GKG - GRUPPO KARATE GILARDI
3 BAUDUIN SARA ATHLON


Specialità Kumite categoria Cadetti Femminile cintura Marrone-Nera Kg.- 60
1 GAGLIARDI GIULIA ATHLON
2 CAPORASO GRAZIANA TEAM KARATE KAMIKAZE
3 SANTARELLI DESIREE NEW FUTURE CLUB 2000 WADOKAN AS
3 ESPOSITO ILARIA NEW CAST
5 FERRI VALENTINA GKG - GRUPPO KARATE GILARDI


Specialità Kumite categoria Juniores Maschile cintura Marrone-Nera Kg.- 65
1 BELLOMI ROBERTO ATHLON
2 DOBOSZ MATTEO NEW CAST
3 TROVATO GABRIELE VIKINGO SPORTING CLUB


Specialità Kumite categoria Juniores Maschile cintura Marrone-Nera Kg.- 75
1 MARI DANIEL ATHLON
2 DE PAULA ALESSANDRO ATHLON
3 GILARDI IVAN GKG - GRUPPO KARATE GILARDI
3 BRUNO CLAUDIO VIKINGO SPORTING CLUB
5 DI GIUSEPPE JACOPO GKG - GRUPPO KARATE GILARDI
5 MANNISI MARCO VIKINGO SPORTING CLUB


Specialità Kumite categoria Juniores Femminile cintura Marrone-Nera Kg.- 55
1 MONETA BARBARA SHIRO
2 TOMASSETTI CLAUDIA SPORTING PLANET - MU SHIN
3 ROSSI SARA TOUKON KARATE-DO


Specialità Kumite categoria Senior Maschile cintura Marrone-Nera Kg.- 65
1 GRIECO MARCO ATHLON
2 MUNTONI ROBERTO A. S. KOBUDO KARATE FRASCATI
3 SALVATI MANOLO BUSHIDO - CLUB
3 MASTROIANNI DAVIDE A.S.D. KEN OTANI
5 PIERIMARCHI MAURIZIO TOUKON KARATE-DO


Specialità Kumite categoria Senior Maschile cintura Marrone-Nera Kg.- 75
1 MARNETTO ALESSANDRO SHIRO
2 LA MARRA EMILIANO A. S. KOBUDO KARATE FRASCATI
3 SEBASTIANI ANDREA GKG - GRUPPO KARATE GILARDI
3 CUPANI GIUSEPPE A. S. KOBUDO KARATE FRASCATI
5 BERNARDI GIANLUCA OKINAWA SPORTING CLUB


Specialità Kumite categoria Senior Maschile cintura Marrone-Nera Kg.+ 80
1 SAMBUCIONI AUGUSTO CSK YOSHOKAN
2 KHALILI IBRAHIM VIKINGO SPORTING CLUB
3 MONTANARI GIULIO A.S. KENYU-KAI ITALIA
3 CONTI ALESSANDRO TEAM KARATE KAMIKAZE
5 DE PASQUALE TOMMASO GKG - GRUPPO KARATE GILARDI
5 MARTUCCI ANDREA ATHLON
7 MELIDDO ALESSANDRO GKG - GRUPPO KARATE GILARDI
7 DI BARI FABIO ATHLON



Specialità Kumite categoria Senior Femminile cintura Marrone-Nera Kg.- 60
1 COCCO GRETA TEAM KARATE KAMIKAZE
2 FRUMENTI ALESSIA CSK YOSHOKAN
3 MECO FEDERICA GKG - GRUPPO KARATE GILARDI
3 ALTIERI CLAUDIA ATHLON
5 DIAMANTINI VALERIA GKG - GRUPPO KARATE GILARDI
5 CAULI ELEONORA NEW CAST
7 PERRONE CECILIA ATHLON

venerdì 13 aprile 2007

IX Campo estivo 2007

Tutti al IX Sport campo estivo vacanza 2007
Sport Village 9 > 15 Luglio 2007
Hotel della Torre Trevi - Perugia





L'Hotel della Torre è un moderno complesso alberghiero di categoria 3 stelle superiore situato ai piedi delle colline di Trevi, pittoresca località umbra nota anche come 'città dell'olio'. L'hotel dispone di 135 camere e suites, tutte dotate di aria condizionata, TV color, telefono diretto e frigo-bar. Grazie alla sua ubicazione strategica nel cuore dell'Umbria, l'Hotel della Torre è un ottimo punto di partenza per escursioni alla scoperta delle più note e affascinanti città d'arte umbre, ma anche di tesori nascosti quali i centri minori medievali di cui l'Umbria è costellata.

L'Hotel Della Torre è sicuramente il luogo adatto per chi ama i piaceri della buona tavola. I nostri chef propongono originali menu, coniugando piatti tipici della tradizione Umbra con specialità della gastronomia Nazionale ed Internazionale. L'Hotel è la sede ideale per pranzi di lavoro, cene di gala, rinfreschi e banchetti per cerimonie, allestiti negli ampi saloni interni o, durante la bella stagione, nella veranda o all'aperto ai bordi della piscina.

L'efficiente Centro Congressi dell'Hotel Della Torre mette a disposizione dei suoi clienti sale da 10 a 500 posti, tutte equipaggiate con le più moderne attrezzature per la convegnistica che, unitamente alla cortesia e professionalità del nostro staff, garantiscono una sicura riuscita al vostro evento. Le sale sono: Salone Umbria, Sala Trevi, Sala Campello, Sala Clitunno, Sala Assisi, Sala Spello e Sala Spoleto.

Per chi vuole trascorrere una vacanza all'insegna del benessere fisico, l'Hotel Della Torre mette a disposizione dei suoi clienti i propri impianti sportivi: piscina scoperta semi-olimpionica; 2 piscine scoperte per bambini; campo regolamentare da calcio a 11 in erba; campi da tennis/calcetto/pallavolo; palestra attrezzata Technogym; campo di bocce. Nei mesi estivi (da giugno a settembre) l'Hotel Della Torre propone ormai da diversi anni la formula delle 'Settimane Verdi' con vantaggiose tariffe settimanali tutto compreso. Il Mini Club penserà al divertimento dei vostri ragazzi, mentre lo staff dell'animazione proporrà ogni giorno attività di svago come giochi, escursioni, spettacoli cui potrete partecipare, se lo vorrete.

Campionati Italiani a Squadre 1999


Campionati Italiani a squadre - 10.3.1999 - Ostia