mercoledì 18 aprile 2007

Il Maestro Chojun Miyagi






Chojun Miyagi nacque a Naha nel 1888 da una famiglia di ricchi commercianti . Era di corporatura forte, amante dello sport. Divenne un allievo di Kanryo Higaonna all'età di 14 anni, resistette all'allenamento iniziale e dopo molta disciplina, la sua tecnica migliorò.Le sue eccezionali qualità sono tanto apprezzate da K.Higaonna, che lo considera come suo successore. Nel Maggio 1915, Miyagi e un amico di nome Gokenki andarono nel Fuchou (Fukien : Cina del Sud) in cerca delle origini del metodo di Higaonna e del suo Maestro. Vi rimasero per un anno ma tutto era cambiato e, pur avendo incontrato molti Maestri, la vecchia Scuola non c'era più. Gokenki in effetti sembra aver avuto una parte importante nella vita di Miyagi e influenzò notevolmente il suo Karate. Cinese di nascita, Gokenki divenne cittadino giapponese e adotto il nome di Yoshikawa. Di mestiere faceva l'importatore di tè, ma durante il tempo libero insegnava la forma di Shaolin meridionale della Boxe della gru bianca nel suo negozio di tè a Naha, ad un gruppo di quattro o cinque giovani. Poco dopo che Miyagi e Gokenki furono tornati dal Fuchou, Higaonna morì. Miyagi cominciò a prendere allievi e introdusse un Kata detto tensho che egli aveva riadattato dal Rokkishu della Gru Bianca. Sebbene simile al Sanchin nelle posizioni e nella funzione, questo Kata contiene tecniche che utilizzano il palmo e il dorso del polso per parare e colpire. Miyagi qualche tempo dopo creò i Kata Gekisai dai ichi e Gekisai dai ni per introdurre il Karate nelle Scuole e unificare gli stili. Nell'aprile del 1936 visitò le Hawai in occasione di un viaggio di insegnamento e nello stesso anno andò a Shangai con il suo amico Gokenki. A Shangai uno dei discepoli di Gokenki che si era accodato a loro, trovò cinque libri sulla boxe cinese (il famoso testo Bubishi) e li diede a Miyagi che pensò di tradurli in giapponese. Sfortunatamente il lavoro di Miyagi di rielaborazione del testo e altri lavori rimasero bruciati durante l'attacco aereo su Naha nell'Ottobre 1944. A partire da questo periodo C. Miyagi fa numerosi viaggi, tanto per perfezionarsi quanto per assicurare la diffusione del Karate. Ritorna varie volte nel Fukien e si reca anche a Pechino, passando per la Corea. Parallelamente fa una decina di viaggi al centro del Giappone per assicurare la diffusione del Karate e per formare allievi. E' questo il punto di partenza di alcuni dei problemi che la Scuola di C. Miyagi incontrerà più tardi. Questa Scuola infatti, è la sola ad essersi sviluppata contemporaneamente al centro del Giappone e a Okinawa. I Maestri fondatori delle altre Scuole più conosciute si sono insediati nel centro del Giappone e non hanno avuto allievi ad Okinawa, mentre Miyagi passava la metà del proprio tempo a viaggiare. Gli allievi delle Scuole che ha fondato nel centro del Giappone non hanno potuto allenarsi sotto la sua direzione personale, se non in occasione dei suoi viaggi. Ciò significa che, nel migliore dei casi, hanno potuto assistere ai suoi corsi solo una decina di volte nella loro vita. Poichè Miyagi non rimaneva in una stessa città, l'allenamento che poteva dispensare ad un allievo superava raramente il mese, in occasione di ogni viaggio. Oggi esistono, in seno alla Scuola Goju-ryu, delle divergenze la cui origine risale a quell'epoca. Per esempio, alcuni gruppi di Goju-ryu di Okinawa affermano di essere i soli a trasmettere l'autentico Goju-Ryu, a differenza degli adepti del centro del Giappone. Di fatto, secondo la corrente di Okinawa, gli adepti del centro del Giappone si basano soltanto sui corsi frammentari tenuti da Miyagi in occasione dei suoi viaggi; le sottigliezze dell'Arte non hanno dunque potuto essere loro sufficientemente trasmesse, soprattutto se si fa il paragone con gli adepti di Okinawa che, anche durante le assenze di Miyagi, continuavano ad allenarsi sotto la direzione dei colleghi di Miyagi formati da Kanryo Higaonna. I viaggi che Jigoro Kano, fondatore del Judo, fece ad Okinawa nel 1922 e nel 1926 hanno profondamente segnato i Mestri di Karate di Okinawa, tra i quali Miyagi. Nel corso del suo primo viaggio, J.Kano fece un discorso sul Budo giapponese che provocò tra gli adepti di Okinawa una riflessione sulla qualità culturale della loro arte e sulla coscienza della loro vocazione. Di fatto, ancora in quest'epoca, gli abitanti dell'isola vivevano in una situazione di inferiorità rispetto alla cultura giapponese. Quando J.Kano tornò a Okinawa, nel 1926, i Maestri di Karate organizzarono una dimostrazione in suo onore, e C.Miyagi fu incaricato di commentargliela. J.Kano lo trattò da eguale, anche se era solo un provinciale più giovane di Lui di trent'anni. Non era nelle abitudini, essendo stato inoltre J.Kano decorato dal governo giapponese con una delle più alte onoreficenze. Questo atteggiamento sorprese Miyagi, che ne fu riempito di rispetto. Miyagi fece più tardi questa relazione al proprio discepolo Niisato :

" Visto da lontano, il Maestro Kano sembrava un vecchio qualunque, ma, quando si era vicino a Lui, si aveva l'impressione che fosse un gigante delle montagne. E' assolutamente strano.".

Ciò che esprimeva Miyagi attraverso queste parole non era semplicemente la propria ammirazione per J.Kano, ma anche l'immagine ideale dell'adepto del Budo che Egli voleva realizzare in sè stesso attraverso la propria arte. La volontà di Miyagi è espressa in queste parole:

" L'uomo deve ingrandire il proprio essere attraverso la pratica del Budo, come mostra il Maestro Kano. Voglio rendere il karate degno di essere al rango del Budo mediante la sua qualità. Tu, mio discepolo, lo capisci e vuoi seguirmi a questo scopo ? "

E' dopo questi incontri con J.Kano che Miyagi decide di sviluppare e diffondere l'arte locale di Okinawa, concependola come un'arte unica e indipendente. Ricordiamo che J.Kano aveva invitato G.Funkoshi nel suo Dojo Kodokan nel 1921, e gli aveva dato un importante appoggio per la sua attività di pratica e di diffusione. L'atteggiamento di J.Kano era l'opposto del settarismo; per Lui, la sua arte, il Judo, faceva parte del Budo, inteso nel senso generale del termine (cosa che differisce notevolmente dall' atteggiamento dei praticanti dei nostri giorni). Nel 1933 , Miyagi tiene per la prima volta una dimostrazione al palazzo del Budo (Butokuden) a Kyoto in Giappone, davanti ad adepti di altre discipline. Per costoro questa dimostrazione non era la prima, ma il Karate non aveva ancora ottenuto un posto tra le discipline del Budo.. Di conseguenza nessun Maestro di karate possedeva un titolo di maestro equivalente, per esempio, a quello del Kendo o del judo. La dimostrazione di Miyagi ha certamente contribuito a dare agli adepti del Budo un'opinione più concreta e positiva del Karate; inoltre il suo Karate differiva da quello di Funakoshi (già conosciuto in Giappone come Shotokan). Miyagi pubblicò per l'occasione il suo primo scritto, intitolato Karate-Jutsu gaisetsu (spiegazione generale sull'Arte del Karate). Notiamo che a quest'epoca egli impiega il termine Jutsu (tecnica) e non Do (la via). Nel 1935 C.Miyagi si presenta a un esame per il titolo di Maestro, che comporta tre livelli. Miyagi, che fu la prima persona a presentarsi per il Karate, disciplina che non era ancora riconosciuta come Budo, ottiene direttamente il titolo di Kyoshi (secondo livello). Questo fu un fatto eccezionale, poichè i fondatoiri delle altre tre scuole otterranno solo il titolo di Renshi (terzo livello). H.Otsuka (fondatore del Wado-Ryu) lo otterrà nel 1938, G. Funakoshi (fondatore dello Shotokan) e K. Mabuni (fondatore Shito- Ryu) nel 1939. In quell'epoca questi titoli erano indispensabili per far riconoscere il Karate come Budo. Poco tempo dopo aver ottenuto il titolo di Kyoshi,Miyagi torna ad Okinawa, egli medita allora sulla forma da dare al Karate affinchè sia facilmente accettato come Budo. Si propone di abolire le antiche denominazioni del Karate, come Shuri-te, Naha-te e Tomari-te, che accentuano troppo il colore locale e ostacolano l'estensione della sua immagine. Medita quindi sul nome da dare alla sua Scuola per avvicinarla agli altri Budo giapponesi. Pensa di adottare il suffisso 'Do' invece di 'Jutsu' nel termine spesso utilizzato di 'Karate-Jutsu'. Ricordiamo che il termine Karate-Do era stato qualche anno prima adottato e definito da G. Funakoshi. Il fatto significativo è che molti Maestri sono, attraverso processi simili, arrivati nella stessa epoca a questa idea del Karate-Do. Miyagi fa visita a dei Karateka rinomati ad Okinawa, e investe dei soldi per fondare l'Associazione per lo sviluppo del Karate-Do a Okinawa'. Tutte le grandi figure del Karate di Okinawa parteciparono a questa associazione, fatto che mostra l'influenza di Miyagi e l'alta stima di cui godeva. Quello stesso anno Miyagi chiama la propria Scuola Goju-Ryu. Accadde che, durante una dimostrazione di Karate in continente, presso il Dai Nippon Butokukai nel 1937, al miglior allievo di Miyagi, Jinan Shinzato fu chiesto il nome dello stile del suo Maestro. Non sapendo cosa rispondere, Shinzato consultò Miyagi che replicò citando la sua frase preferita dal Kenpo taiyo Hakku (otto precetti dell'arte del combattimento), che si trovano nel libro tradizionale del Naha-te chiamato Bubishi : "go-ju, don-tosu" :" tutto in natura respira duro e morbido" oppure " Essenziali sono l'inspirazione e l'espirazione in forza (go) e in cedevolezza (Ju)", così lo stile divenne noto come Goju-Ryu. Il suffisso Ryu, che significa Scuola, era d'uso per designare le scuole di Budo in giapponese. Il termine 'Ryu' più precisamente significa 'la corrente dell'acqua' dando l'idea che la scuola di Budo esprime la trasmissione del sapere da una generazione all'altra, simile alla corrente di un fiume. Fra gli allievi di Miyagi, Genkai Nakaima ricordava che le sedute di pratica si tenevano nel cortile di Miyagi i Lunedì, Mercoledì e Venerdì dalle 15:00 alle 20:00 circa. I nuovi allievi praticavano gli esercizi preparatori per tonificare il corpo; il lavoro con gli attrezzi di potenziamento per formare un corpo adatto al Karate; e i movimenti di piedi in Sancin dachi, "su e giù, su e giù". C. Miyagi ha fissato i dodici Kata della propria Scuola che sono: 1. Sanchin 2.Tensho 3. Gekisai Dai Ichi 4. Gekisai Dai Ni 5. Saifa 6. Seiyunchin 7. Shisochin 8. Sanseru 9. Sepai 10. Sesan 11. Kururunfa 12. Suparimpei. I significati legati ad ogni movimento dei kata sono molto più chiari e coerenti nella scuola Goju-Ryu che nelle altre, poichè questi kata sono stati rielaborati in un'epoca più recente, sebbene le loro radici risalgano lontano nella storia. I Maestri Higaonna e Miyagi hanno entrambi contribuito alla coordinazione dei movimenti e alla spiegazione delle tecniche tradizionali. Le tecniche mostrate nei Kata sono tutte applicabili e spiegabili nella logica del combattimento. Non è sempre così per le altre scuole, poichè le radici dei kata si perdono spesso nell'oscurità della storia del karate. Benchè il nome 'Goju-Ryu' esprima la forza e la cedevolezza, la predominanza della forza è innegabile nel nostro stile. E.Miyazato, uno degli allievi diretti di Miyagi scrive:

"Il Maestro Miyagi ci allenava nella maniera seguente. Per quel che concerne l'attacco bisognava che potessimo abbattere l'avversario colpendolo di pugno o di calcio su qualunque parte del corpo. Per ciò che concerne la difesa, dovevamo rinforzarci per essere capaci di far rimbalzare gli attacchi ricevuti su qualsiasi parte del corpo. Per questo non era raro che facessimo soltanto un allenamento per rafforzare il corpo senza fare nient'altro. Il Maestro ci diceva che il Karate non è nulla più di una danza, se il corpo manca di potenza e di resistenza".

Miyagi nel suo primo metodo di insegnamento non cercava di istruire gli allievi in profondità per i primi dieci anni. Egli era convinto che loro stessi dovevano provargli la loro integrità morale, le intenzioni personali e le loro mete. Essi si allenavano duramente nelle tecniche fondamentali e veniva loro mostrato solo un kata per allenarsi per cinque anni. Dopo altri cinque anni, passavano ad un secondo kata. quando egli era convinto della loro lealtà e sentiva di aver capito la loro personalità, insegnava diversamente, aggiungendo altre tecniche. A questo punto, Egli individualizzava i suoi insegnamenti, a seconda della personalità dell'allievo. Per questo motivo si rivelano diverse interpretazioni dei suoi kata. La devastazione e la morte operata dalla seconda guerra mondiale cambiarono definitivamente l'approccio d'insegnamento di Miyagi. Durante la guerra i migliori allievi di miyagi, specialmente coloro ai quali intendeva trasmettere il suo intero metodo, tra i quali Jinan Shinzato, furono uccisi. morì anche il suo terzo figlio, che era anche un allievo devoto. Gli allievi più anziani che sopravvissero alla guerra lo visitavano occasionalmente, ma solo per chiacchierare o per portare regali, non per allenarsi. Egli allora si impegnò a tirare su un altro successore che avrebbe posseduto tutta la conoscenza, compresi tutte le forme e gli insegnamenti. Questo impegno gli fece cambiare i propri metodi di allenamento. Egli sentiva di non avere tempo per aspettare mentre l'allievo apprendeva solo una forma e pochi elementi fondamentali. Egli si rese conto, grazie alla sua esperienza di guerra che, se continuava col vecchio metodo d'insegnamento, non avrebbe mai trasmesso l'intero metodo a nessuno: sarebbe stato perduto per sempre. Così dopo la guerra, Egli insegnò velocemente, con fervore ed intensità fin dall'inizio. Questo fece sorgere incredibili richieste da parte dei suoi allievi. An'ichi Miyagi iniziò i suoi studi con Chojun Miyagi dopo la guerra del 1948. An'ichi era un ragazzo magro e debole. egli si unì ad altri tre allievi e tutti pensavano che An'ichi sarebbe stato il primo a rinunciare. Invece, fu l'unico a rimanere ! All'inizio l'allenamento veniva fatto in casa. Dopo un anno essi costruirono uno spazio in giardino nella casa di Miyagi di Tsuboya, a Naha : Costruirono un muro per circondarlo e ripararlo da spettatori curiosi. Qui, potevano allenarsi duramente senza interruzioni. An'ichi veniva ogni giorno ad allenarsi. questi furono gli inizi del giardino Dojo, dove sarebbero cresciute le abilità di An'ichi e la dottrina del Goju. Come nella tradizione delle Arti Marziali tradizionali, An'ichi faceva i lavori domestici senza che gli venisse chiesto, metteva in ordine le cose e puliva il giardino. Morio Higaonna racconta: " Miyagi insegnava ad An'ichi nelle prime ore del mattino, spiegandogli la filosofia, la cultura e le tradizioni orali. Spesso gli ripeteva le stesse storie ancora ed ancora. An'ichi gli faceva notare "maestro, l'hai già spiegato ieri". Ma Miyagi rispondeva, "Ascolta ancora sino a che non diventa parte di te !". ad An'ichi furono affidati segreti nascosti del metodo, essendo rimasto con il suo Maestro sino a che morì, l'8 Ottobre 1953 per emorragia cerebrale. Dopo la morte di Miyagi, la sua vedova mantenne aperto il giardino Dojo con An'ichi come istruttore. An'ichi rimase fedele allo spirito e all'essenza di ciò che il suo insegnante gli aveva trasmesso.: In questo luogo Morio Higaonna iniziò i suoi apprendimenti, nello stesso modo in cui al suo insegnante, An'ichi, era stato insegnato da Miyagi. Alla fine il giardino Dojo fu chiuso e tutti si trasferirono al Jundo Kan, un nuovo Dojo costruito e gestito da Eiichi Miyazato, un allievo di Miyagi. An'ichi era il capo-istruttore.

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